Inauguro una serie di articoli sulla mia forte inimicizia
nei confronti di Amt, il servizio di
trasporto pubblico genovese a cui,
mio malgrado, sono abbonato e contro cui sono in lotta dal lontano 1988, cioè
da 27 anni.
Due settimane fa sono
riuscito a entrare non so come in un autobus
della linea 36.
Sono dovuto scendere alla prima fermata di via Assarotti in
quanto temevo di svenire: ero schiacciato in un modo che mi ha ricordato le
drammatiche scene dell'Heysel.
Pochi giorni dopo, sono riuscito a entrare, di nuovo non so
come, nell'autobus 17/.
Sono dovuto scendere alla successiva fermata, e anche alla
svelta, in quanto di nuovo temevo di svenire. E' passato in seguito un 16 che
ha proseguito poiché era impossibile salire e di nuovo un 17/ strapieno in cui
perlomeno c'era un minimo di ossigeno utile a sopravvivere.
I viaggi di questo tipo sono all'ordine del giorno, non
un'eccezione.
Mi pongo alcune domande: a che punto è disposta ad arrivare AMT? I suoi dirigenti vanno al lavoro
in autobus? Hanno mai osservato
scene del genere? Sanno di cosa sto parlando? Avranno mai pensato ad una
lettera di scuse pubbliche alla cittadinanza, la quale paga profumatamente e
che ha un servizio (servizio?) che credo, anzi ne sono strasicuro, sia il
peggiore del mondo?
Nelle mie poche esperienze all’estero (Londra, Tolosa,
Berlino) mai ho visto spettacoli di questo genere.
Lancio due sondaggi, uno per residenti in Italia e l’altro
per residenti fuori Italia: avete mai visto le scene che ho descritto, con
persone aggrappate disperatamente ad altre persone per non cadere fuori, porte
che non riescono a chiudersi, assalti alla diligenza?
La mia lotta continua.

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