A volte mi chiedo come sarebbe vivere in una Genova parallela, in cui tutto funziona
più o meno bene: servizi pubblici,
uffici comunali, rapporti tra cittadini e istituzioni, wi-fi libero, piste ciclabili, grandi zone pedonali, parchi
pubblici puliti e culturalmente attivi, zero delinquenza, marciapiedi a
misura di disabili, spiagge comunali libere e attrezzate
(grandi, non i francobolli che abbiamo noi), feste di Natale come si deve.
In pratica la città che amo trasformata in una città che
funziona. Sarebbe fantastica, la “mia” Genova.
E sono convinto che, se si volesse, si potrebbe davvero
trasformare.
Un mio vecchio sogno, un’idea di città che ho sempre avuto
sin da bambino, da vero flaneur, è
una pista ciclabile che colleghi Nervi a Voltri, passando per la Foce,
il Porto Antico, la nostra Lanterna…che spettacolo ragazzi.
E poi una grandissima zona pedonale che colleghi tra di loro
l’Expo, il centro storico, piazza de Ferrari, via XX settembre.
Domattina invece prenderò il mio bus Amt pieno di gente, pieno di spintoni, pieno di puzza, pieno di
caldo, con autisti che inchiodano ogni 5 metri, e comincio la mia battaglia
quotidiana.
Che spettacolo ragazzi.