BlogNews

BlogNews

venerdì 26 settembre 2014

Governo Renzi versus disoccupazione


Sto seguendo con viva curiosità il lavoro di Renzi e della sua squadra di governo, ormai al lavoro da diversi mesi.
Ritengo che il primo problema da affrontare avrebbe dovuto essere la drammatica disoccupazione presente in Italia.
Direi che, ad oggi, nulla è stato fatto.
Prendiamo il caso di un disoccupato di lunga durata (24 mesi): a che servono le agevolazioni previste per la sua assunzione, quando oramai, se lavoro si trova, se va bene vengono proposti contratti di collaborazione con paghe e diritti indegni anche dei Paesi da noi chiamati del terzo mondo, noi che nella nostra supponenza non ci accorgiamo di essere diventati il quarto mondo.
Proprio nei giorni scorsi il Premier, in gita premio negli Stati Uniti, ha affermato che bisogna far arrabbiare pochi per far stare bene tutti.
Bravo Matteo, comincia un po' a fare arrabbiare le mille caste presenti in Italia e ad imporre, come hai duramente e senza pietà né possibilità di replica imposto a noi, un po' di bei sacrifici a chi ha privilegi vergognosi, a cominciare da te e dai tuoi colleghi da migliaia di euro al mese e da vitalizi da sultano.
Comincia a far arrabbiare i notai, gli avvocati, i manager pubblici che, pur avendo letteralmente devastato le nostre aziende, hanno usufruito di buonuscite di cui forse anche Al Capone si sarebbe vergognato.
Sto raccontando un po' del tuo lavoro a mia figlia ed ai miei nipoti, e come me tanti altri genitori.
Non ti agitare, Matteo. Non agitatevi, signore e signori Ministri.

Non affannatevi più. Mettetevi il cuore in pace. Ve lo assicuro, non sarete ricordati dalla Storia come gli uomini coraggiosi che hanno cambiato verso e salvato l'Italia.

martedì 23 settembre 2014

Burocrazia italiana e camomille




Ieri sera ho iniziato a compilare i documenti per la domanda di inserimento nelle graduatorie III fascia personale ATA (trattasi di liste per l'impiego nelle scuole).
Come ogni volta in cui mi imbatto nella burocrazia o nelle istituzioni italiane, praticamente ogni giorno, mi sono preparato come per andare in guerra, perchè di questo si tratta, ma a modo mio: preparandomi 2 galloni di camomilla.
E infatti, anche questa volta la burocrazia italiana non mi ha deluso.
In particolare, ho perso 28 minuti a completare un'operazione che normalmente avrebbe dovuto svolgersi al massimo in un minuto, e cioè dichiarare il mio titolo di studio: perito elettrotecnico.
Seguendo un pensiero logico e di buon senso, pensavo vi potesse essere una scelta fra 20, al massimo 30 voci: appunto perito elettrotecnico, ragioniere, liceo scientifico, liceo linguistico ecc. ecc...
Il MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca) ha invece gettato il cuore oltre l'ostacolo ed è riuscito nell'impresa titanica di creare un file excel con l'astronomica cifra di 10522 righe, e di inserire ulteriori voci nelle colonne per rendere ancora più agevole la ricerca dei codici.
Vorrei pertanto vivamente conoscere i/le funzionari/ie che, lanciatisi in questo sforzo che non esiterei a definire straordinario, monumentale, ma soprattutto eroico, ne sono usciti trionfanti.

Ho già avuto esperienze di volontariato, mi piacerebbe aiutarvi a uscire dal tunnel: parliamone.

lunedì 22 settembre 2014

Il vuoto dei cervelli


Ho guardato con disgusto la trasmissione "Piazza Pulita", per soli 5 minuti poichè stavo per espellere la camomilla che stavo sorseggiando.
E' comico, surreale e nello stesso tempo tragico il fatto che persone che ci hanno portato in questa situazione di crisi duratura, persone appartenenti a partiti e seguaci adoranti dei leader di quegli stessi partiti che hanno firmato accordi europei che ci hanno condannato ad una lenta e straziante morte, urlino e parlino e s'indignino con voce studiata, arrabbiata contro l'europa stessa.
Parole vuote, che non portano da nessuna parte, esclamate da persone che non sanno dei contratti che loro stessi permettono, contratti da 200 euro al mese senza contributi, malattie e ferie, per esempio.
Gli e le esclamanti e urlanti stasera sono tornati/e a casa, e staranno riposando nei loro divani ridendo e scherzando.
Una volta verrà il giudizio di Dio.