Il flaneur non può
che aver esultato per i risultati del recente referendum, e cioè per il trionfo del No.
Egli si sorprende però per l’epilogo che sta prendendo la
vicenda iniziata con le dimissioni
di Renzi, e cioè il giuramento del
nuovo governo e la fiducia accordata allo stesso da Camera e Senato.
E’ incredibile. Matteo
Renzi ha trasformato il referendum in un Si o un No ai suoi 1000 giorni di
governo. E, travolto da 20 milioni
di No ne ha tratto, inevitabilmente,
le conclusioni, dimettendosi.
Ma, subito dopo, rivelandosi ancora per quello che è: un
uomo politico da cui ti puoi aspettare di tutto, uno che dice bianco e fa, con una
semplicità e tranquillità disarmanti, nero.
Come se non fosse successo nulla, viene riproposto un
governo a guida Gentiloni. E non
viene trombato nessuno: salta un solo ministro, la Giannini, e vengono riproposti Madia,
Poletti, Pinotti, Alfano, soprattutto Maria Elena Boschi.
Non solo: vengono promossi nuovi personaggi, come Lotti.
Ho visto la foto del giuramento: tutti sorridenti, Mattarella, Delrio, Gentiloni, Madia, ancora una volta la Madia…al lato sinistro la Pinotti, ancora la Pinotti, tutta compita, fiera..Al lato destro la Finocchiaro (la Finocchiaro!), felicissima, con l’abito bello della domenica. Tutte,
e tutti, con l’abito bello della domenica. Avevano speso il loro tempo nel
pomeriggio, chiedendosi: “Quale abito scegliamo per stasera?”
Come ospiti non invitati ad una festa, che si autoconvincono
di essere indispensabili. Che tristezza.
Il più grande giornalista, saggista, libero pensatore che
abbiamo in Italia, Massimo Fini,
sostiene nel suo blog che con un Renzi
bis si provocherebbe il popolo italiano a scendere in piazza con violenza.
Essendo, fino alla morte, contro la violenza, non condivido
fino in fondo quello che dice.
Ma sono anche consapevole che la pazienza, a livelli diversi a seconda delle persone, ha un limite.
E quel limite, per molti di noi, è pericolosamente vicino.