Io, la ricca e il
povero
L’uomo è
di mezza età. L’anno scorso si era creato un piccolo scaffale utilizzando un
muretto di via Galata; su questo
muretto vendeva poche unità di libri e fumetti usati (presumo), più che altro Topolino,mi sembra.
Oggi l’ho
rivisto alla fermata del bus in cima a via
Roma. Non ha più i baffi.
Tendeva la
mano, aveva un piccolo contenitore: “Un piccolo aiuto…”. La signora,
impellicciata, lo guarda, impassibile. Poi distoglie lo sguardo. Ha altro a cui
pensare: “ Prendo i pantaloni da 400 o da 500 euro?”, “Mio figlio deve cambiare piscina…non è riuscito a iscriversi
in tempo…che problema...”.
Gli dò i
pochi spiccioli che ho. Colpevole
anch’io. Mi prende un misto fra buonismo
e ipocrisia e mi viene da vomitare.
L’uomo
attraversa via Roma. Si guarda un
po’ intorno, guarda il cielo, si avvicina discreto alla fila del cinema Sivori, che arriva fino a largo Lanfranco: “Un piccolo aiuto…”.