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venerdì 2 dicembre 2016

Il referendum costituzionale




E’ l’argomento politico italiano degli ultimi tempi: il referendum costituzionale.
Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: un vero flaneur non può che essere per il NO.
Lasciamo perdere il voto su Renzi, di cui non mi frega niente, perché questo è un voto su un cambiamento della Costituzione. E lasciamo perdere pure il fatto che è stato lui, proprio lui, Matteo, ad aver voluto la personalizzazione del voto.
Andiamo nel merito, come dice Matteo.
La riforma è semplicemente devastante, ma quel che è peggio fa abbastanza tremare le gambe.  A me fa paura. Basta leggerla. E ti accorgi della deriva autoritaria che rischiamo.
Poche storie: col si non possiamo più votare i senatori. Col si il potere si concentra pericolosamente sul governo e sul presidente del consiglio. Col si i senatori avranno l’immunità parlamentare.
Queste le principali ragioni per votare no, ma ce ne sarebbero una miriade d’altre.
Il Si potrà portarmi le sue ragioni, che potranno essere anche valide, ma nessuna di queste potrà mai superare le ragioni del no.
Stiamo sottovalutando l’importanza di questa scelta. Attenzione, perché è in gioco il nostro futuro.
Dopo, non sarà più possibile tornare indietro. Almeno non facilmente.

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