E’ l’argomento
politico italiano degli ultimi tempi: il referendum costituzionale.
Sgombriamo subito il
campo dagli equivoci: un vero flaneur non può che essere per il NO.
Lasciamo perdere il
voto su Renzi, di cui non mi frega niente, perché questo è un voto su un
cambiamento della Costituzione. E lasciamo perdere pure il fatto che è
stato lui, proprio lui, Matteo, ad aver voluto la personalizzazione del voto.
Andiamo nel merito,
come dice Matteo.
La riforma è
semplicemente devastante, ma quel che è peggio fa abbastanza tremare le gambe. A me fa paura. Basta leggerla. E ti accorgi
della deriva autoritaria che rischiamo.
Poche storie: col si
non possiamo più votare i senatori. Col si il potere si concentra
pericolosamente sul governo e sul presidente del consiglio. Col
si i senatori avranno l’immunità parlamentare.
Queste le principali
ragioni per votare no, ma ce ne sarebbero una miriade d’altre.
Il Si potrà portarmi
le sue ragioni, che potranno essere anche valide, ma nessuna di queste potrà
mai superare le ragioni del no.
Stiamo
sottovalutando l’importanza di questa scelta. Attenzione, perché è in gioco il
nostro futuro.
Dopo, non sarà più
possibile tornare indietro. Almeno non facilmente.
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