L'isola dei famosi, giunta ormai
all'ennesima edizione, stasera, 10 febbraio 2015, è attualmente in
onda su Canale 5, in Italia.
Milioni di italiani, occupati,
disoccupati, ricchi, poveri, osservano pseudo famosi vivere in
un'isola lontana: ne seguono quotidianamente le vicissitudini, si
appassionano, si incazzano, si emozionano, piangono. Dopo anni di
questo tipo di televisione, i loro cervelli sono ormai semi
lobotomizzati: in questo caso, si immedesimano nei concorrenti e non
pensano più ai problemi delle loro vite, e soprattutto ai problemi,
spesso drammatici, dei loro concittadini. Per essi, il senso di
solidarietà è un concetto inesistente, forse presente una volta
nella loro coscienza ma sparito ormai da tempo.
Sempre stasera, 10 febbraio 2015, al
largo di Lampedusa, ventinove profughi (ma il numero è tragicamente
destinato ad aumentare) sono morti di freddo durante un viaggio della
speranza attraverso il canale di Sicilia. Molti sono deceduti durante
il trasporto sulle motovedette della Guardia Costiera, non idonee al
soccorso delle persone. Tutti bagnati, tutti morti dal freddo, quasi
tutti giovanissimi. Le onde erano alte 9 metri. Mare Nostrum non c'è
più, e Triton si è rivelato inutile per fronteggiare l'emergenza.
E' l'ennesima tragedia del Canale di
Sicilia, ne parleranno per tre giorni, l'Italia protesterà con
l'Europa per avere aiuto e non essere lasciata da sola.
Milioni di italiani continueranno a
guardare l'isola dei famosi, e domattina, con l'espressione forse un
po' addolorata, commenteranno con amici e colleghi la notizia per 3-4
minuti, poi torneranno al proprio lavoro pensando che la vita va
così, cosa ne possono loro, e ogni tanto giocheranno a Candy Crush
sui loro smartphone.
Fra una settimana, saranno sdraiati
nuovamente sui loro divani avvolti da una calda e soffice coperta, e
discuteranno se sia stata giusta l'eliminazione di un concorrente.
Spiriti liberi, eroi di questo triste
giorno, a voi, che cercavate con tutte le vostre forze il mondo migliore, dedico i miei pensieri e le mie preghiere.
Da lassù, sorriderete.
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